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Caffè d’oppio

Caffè d’oppio

Ci sono delle giornate dove vorrei che un extraterrestre mi venisse a prendere e  mi portasse fuori dai coglioni, a Vigevano è già stato fatto ed i pochi che sono tornati a raccontarlo non mi incoraggiano ad insistere in questo tipo di richieste.

Ci sono delle giornate i cui augurarmi che non succeda nulla è già una vittoria; quando vi incontro per strada ci sono due cose che detesto , quelli che vedendomi robusto e con le spalle larghe si sentono in dovere di colpirmi con dei pugnetti affettuosi come se saggiassero la consistenza di un armadio di legno e quelli che mi fanno i conti in tasca pensando che io passi le giornate bevendo champagne circondato da avvenenti baldracche, quasi tutti sospettano che io caghi uova d’oro dal culo mentre se avessero gli occhi appiccicati li, vedrebbero le cagate che dicono.

Quest’anno ho imparato a mie spese che in questa città e nel mondo in generale il valore delle cose è dato dal denaro; per esempio la proposta di un corso pubblico e gratuito di teatro è stata vista con sospetto dai più, ”se è gratis è una cagata, se il maestro costa poco vuol dire che è in saldo e questo probabilmente per lui è un ripiego, se è gratis non si può prendere sul serio” non è come quei bei progetti che costano migliaia di euro e che non servono ad altro che soddisfare la vanità ed il portafoglio di qualche compagnia di dilettanti.

Nessun senso della collettività, nessun senso di condivisione, nessuna solidarietà, nessun sospetto che il pubblico possa farsi carico di proposte di qualità e che le trasformi in opportunità per tutti rendendole gratuite, i lomellini sono soli e l’unico modo per mettersi in relazione gli uni con gli altri è stabilire un prezzo ed avere un buon avvocato.

Il prezzo delle cose è un’idea che oscilla nell’aria, altalenante ed instabile ci rende schiavi delle sue variazioni; il valore delle cose invece è reale, si misura nei fatti, si gode nei suoi frutti, si elenca nelle cose necessarie.

Io non giudico nessuno ma ragionare solo in termini di soldi fa di noi dei poveracci, eredi di schiavi, cani al guinzaglio di una corda corta.

Questa visione del mondo così materialista ed oggettivista ha incoraggiato il senso di impotenza dei più, l’idea che le persone siano separate le une dalle altre, che la comunicazione reciproca sia destinata ad essere imperfetta e che l’influsso di ciascuno di noi sul mondo sia estremamente limitato, dipendendo interamente dal potere fisico e sociale accumulato dal singolo individuo.

Io non credo che noi siamo stati pensati per vivere da soli ed in gara tra noi, la natura della nostra relazione non può essere solo la competizione  ma soprattutto la solidarietà.

Venerdì scorso sono andato con dei ragazzi del carcere minorile Beccaria a ritirare le eccedenze alimentari dell’orto mercato di Milano per poi consegnarle all’associazione Pane Quotidiano che le ridistribuisce quotidianamente e gratuitamente a chi ne fa richiesta; abbiamo raccolto 25 bancali di frutta e verdura, non era solo roba troppo matura ma anche merce il cui prezzo quel giorno era talmente basso da non renderne conveniente la commercializzazione, il prezzo era basso ma il valore alto perché con quei 25 bancali abbiamo dato da mangiare a millecinquecento persone per un giorno. Allora è più importante il costo delle cose o il loro valore?

Il fatto che io mi presti gratuitamente a fare certe cose non significa che sono un coglione sfigato, ma che mi interessano i risultati del fare o del non fare.

Ogni giorno nelle due sedi del pane quotidiano vengono 3000 persone a chiedere da mangiare, se contiamo quelli che vanno alla caritas, dai frati, nelle parrocchie o in altre associazioni arriviamo a qualche decina di migliaia di persone: una città.

Questi sono solo senza cibo, poi ci sono i senza lavoro, senza cultura, senza idee, senza musica, senza poesia, senza tempo libero, senza casa, sostituire il senza con un bel “CON” non è una carineria da fighette ma un gesto virile di giustizia sociale. I soldi sono la merda del diavolo e a qualcuno piace mangiarla: mangia merda!

Ringraziamenti

Per la realizzazione di questo articolo ringraziamo

  • Davide Milano per la realizzazione della foto di copertina di questo articolo

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