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Rottamazione rimanenze

 

In sintesi

La legge di Bilancio 2024 (articolo 1, commi 78 e seguenti) ha di fatto riproposto, con alcune modifiche, la procedura di adeguamento del magazzino, a suo tempo prevista dall’articolo 7, commi da 9 a 14, legge 488/1999.

La circolare 115/E/2000 del ministero delle Finanze, oggi riproposta in relazione al periodo d’imposta 2023 con riferimento alle esistenze iniziali al 1° gennaio 2023.

Tale adeguamento è condizionato, in caso di eliminazione di esistenze iniziali di rimanenze, al pagamento dell’Iva e di un’imposta sostitutiva di Irpef/Ires e Irap pari al 18 per cento, mentre in caso di iscrizione ex novo di esistenze non inserite in precedenza è condizionato al pagamento della sola imposta sostitutiva.

I soggetti interessati sono gli esercenti attività d’impresa, indipendentemente dalla forma giuridica adottata (imprese individuali, società di persone, soggetti Ires), che non utilizzano i principi contabili internazionali nella redazione del bilancio.

Venendo al requisito oggettivo, l’adeguamento, riguardante il periodo di imposta in corso al 30 settembre 2023 riguarda le esistenze iniziali al 1° gennaio 2023 dei beni indicati all’articolo 92 del Tuir.

Le modalità di adeguamento e i termini di versamento

Le modalità di adeguamento delle 12676 possono essere di due tipi:

1) eliminazione dalle esistenze iniziali di quantità o valori superiori a quelli effettivi: in questo caso, si può ipotizzare che la sopravvalutazione delle esistenze iniziali del 2023. La circolare 115 espressamente chiarisce che «l’eliminazione delle esistenze iniziali può essere effettuata con riferimento sia alle quantità che ai valori. È possibile, quindi, eliminare le quantità fisiche dei beni risultanti dalla contabilità in misura superiore a quelle effettive ovvero ridurre i costi unitari di valutazione dei beni effettivamente esistenti in magazzino in quanto superiori a quelli effettivi»;

2) iscrizione di esistenze iniziali in precedenza omesse: in questo caso si richiede l’iscrizione di maggiori quantità di beni che erano fisicamente presenti alla fine del periodo d’imposta precedente a quello in cui si effettua la regolarizzazione. In questo modo l’impresa può vedersi riconosciuto il costo che, altrimenti, non avrebbe avuto rilevanza fiscale. ATTENZIONE: sulla base dei chiarimenti forniti dalla precedente prassi, non è consentita la rivalutazione delle rimanenze iniziali e pertanto il riconoscimento fiscale dell’iscrizione delle esistenze inziali riguarderà esclusivamente il caso di maggiori quantità di beni che non erano state iscritte contabilmente e non quello di sottovalutazione di quantità già iscritte.

Riallineamento magazzino: i codici tributo per pagare entro il 30 giugno

Per consentire il versamento, tramite modello F24, delle somme in argomento, si istituiscono i seguenti codici tributo:

  • “1732” denominato “Adeguamento per eliminazione delle esistenze iniziali dei beni – IVA – articolo 1, comma 80, lettera a), della legge 30 dicembre 2023, n. 213”;
  • “1733” denominato “Adeguamento per eliminazione delle esistenze iniziali dei beni – Imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e IRAP – articolo 1, comma 80, lettera b), della legge 30 dicembre 2023, n. 213”;
  • “1734” denominato “Adeguamento per esistenze iniziali omesse dei beni – Imposta sostitutiva delle Imposte sui redditi e IRAP – articolo 1, comma 81, della legge 30 dicembre 2023, n. 213”;
  • “1735” denominato “Adeguamento per eliminazione delle esistenze iniziali dei beni – Imposta sostitutiva IRES e IRAP – articolo 1, comma 80, lettera b), della legge 30 dicembre 2023, n. 213”;
  • “1736” denominato “Adeguamento per esistenze iniziali omesse dei beni – Imposta sostitutiva IRES e IRAP – articolo 1, comma 81, della legge 30 dicembre 2023, n. 213.

 

Come vengono calcolate le imposte sulla regolarizzazione del magazzino al 1° gennaio 2023?

1) ipotesi di eliminazione di valori

Il pagamento dell’Iva si realizza solamente nel caso di eliminazione di valori e non nel caso di iscrizione di valori.

L’aliquota media è quella riferibile all’anno 2023, e viene applicata all’importo ottenuto dalla moltiplicazione tra il valore eliminato e il coefficiente di maggiorazione che verrà stabilito, per le diverse attività, con apposito decreto dirigenziale.

Ai sensi del comma 80 della legge 213/2023: «l’aliquota media, tenendo conto dell’esistenza di operazioni non soggette ad imposta ovvero soggette a regimi speciali, è quella risultante dal rapporto tra l’imposta relativa alle operazioni, diminuita di quella relativa alle cessioni di beni ammortizzabili, e il volume di affari dichiarato».

Di seguito si propone il calcolo dell’aliquota media, con l’evidenza di tutti gli elementi da considerare ai fini della determinazione della stessa. Il caso proposto evidenza la riduzione del numeratore (imposta) per effetto dell’Iva sulla cessione dei beni ammortizzabili.

Aliquota media Iva

 

 

 

 

 

 

 

L’imposta sostitutiva dell’Irpef/Ires e dell’Irap, in misura pari al 18% va invece applicata alla differenza tra l’ammontare calcolato ai fini dell’Iva (valore eliminato * coefficiente di maggiorazione) ed il valore eliminato. Il MEF ha pubblicato il Decreto del 24 giugno con i coefficienti di maggiorazione necessari all’adeguamento delle rimanenze di magazzino 2024.

Lo stesso decreto è stato pubblicato poi in GU n 145 del 25 giugno ed entra in vigora da oggi 26 giugno.

 

2) ipotesi di iscrizione di valori

Nel caso invece di iscrizione di valori, vi sarà solo l’imposta sostitutiva del 18% da applicare sul maggiore valore rilevato contabilmente. In entrambe le ipotesi (di eliminazione ed iscrizione) le imposte dovute devono essere versate in due rate di pari importo, la prima entro il termine previsto per il saldo delle imposte sui redditi 2023 (01/07/2024) e la seconda entro il termine di versamento della seconda o unica rata dell’acconto 2024 (02/12/2024).

 

 

Le scritture contabili

Le scritture contabili che originano dall’operazione di regolarizzazione del magazzino in commento possono essere inquadrate all’interno della disciplina degli “errori contabili” prevista dall’Oic 29. Pertanto, bisogna distinguere tra:

  • errore rilevante: si tratta del caso in cui l’adeguamento del magazzino sia di entità rilevante. In questo caso l’importo della variazione (in aumento o in diminuzione) apportata al valore delle esistenze iniziali si dovrà iscrivere a rettifica del saldo di apertura del Patrimonio netto.
  • errore non rilevante: nell’ipotesi di variazione del magazzino di entità non rilevante, la correzione transita nel Conto economico dell’esercizio in corso al 30 settembre 2023 (voci B.14 nel caso di sopravvenienze passive per eliminare le rimanenze oppure A.5 nel caso di sopravvenienze attive per l’iscrizione di rimanenze precedentemente omesse).

Come anche chiarito dalla circolare 115, le sopravvenienze attive o passive derivanti dall’adeguamento del magazzino sono irrilevanti fiscalmente e di conseguenza comporteranno delle variazioni fiscali in diminuzione (sopravvenienze attive per iscrizione) o in aumento (sopravvenienze passive per eliminazione).

Tanto l’imposta sul valore aggiunto dovuta per effetto dell’adeguamento quanto l’imposta sostitutiva del 18% non sono deducibili ai fini Irpef/Ires e Irap.

Gli esempi di calcolo

CASO 1)Eliminazione di esistenze iniziali nel 2023

La Beta Srl ha esistenze iniziali iscritte al 1° gennaio 2023 per un importo pari a 225.000 euro. Si ipotizza una eliminazione di quantità/valori di 200.000 euro.

Il coefficiente di maggiorazione (ipotizzato) è pari a 1,3.

L’aliquota media dell’Iva è del 19,241%.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Eliminazione di esistenze iniziali

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CASO 2)Iscrizione di esistenze iniziali nel 2023

Effettua l’iscrizione di esistenze iniziali per 200.000 euro

Iscrizione di esistenze iniziali

 

 

 

 

In questo sarà dovuta la sola imposta sostitutiva di euro 36.000 da corrispondere in due rate da euro 18.000 ciascuna.

Le modalità dichiarative

Come detto in premessa, il modello dichiarativo dei redditi 2024 (anno d’imposta 2023) accoglie una sezione apposita, la sezione XXVII del quadro RQ, ove rilevare l’adeguamento e il pagamento delle imposte connesse.

Riproponendo gli esempi sopra, la compilazione del quadro RQ avverrà nella maniera seguente.

In caso di eliminazione di valori delle esistenze iniziali:

Eliminazione di valori

 

In caso di iscrizione di valori delle esistenze iniziali, dovrà essere valorizzato il rigo RQ112, come segue:

Iscrizione di valori

 

La norma (comma 83 dell’articolo 1) precisa che l’adeguamento del magazzino non determina conseguenze sul piano sanzionatorio e degli accertamenti.

 

 

 

 

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