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FAQ ENTI TERZO SETTORE – PARTE 1

FAQ ENTI TERZO SETTORE – PARTE 1

In fase di registrazione statuto e richiesta del codice fiscale, al di là della valutazione di fare o meno attività commerciale, le nuove aps che avranno la potenziale gestione di corrispettivi specifici (art. 79 comma 6 cts), dovranno quindi già richiedere in contemporanea la p.iva, così da essere pronti a luglio ad emettere fattura elettronica?

 

A mio avviso si, in quanto la norma europea con la direttiva 2006/112Ce sostiene che in base all’ articolo 9, paragrafo 1, della medesima direttiva, si considera soggetto passivo “chiunque esercita, in modo indipendente e in qualsiasi luogo, un’attività economica, indipendentemente dallo scopo o dai risultati dell’attività”; mentre si considera attività economica “ogni attività di produzione, di commercializzazione o di prestazione di servizi, comprese le attività estrattive, agricole, nonché quelle di professione libera o assimilate. Si considera, in particolare, attività economica lo sfruttamento di un bene materiale o immateriale per ricavarne introiti aventi carattere di stabilità”. In sostanza, come chiarito dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea con la decisione 29 ottobre 2009, C-246/08, un’attività è considerata economica quando presenta carattere stabile ed è svolta a fronte di un corrispettivo percepito dall’autore della prestazione. E soprattutto, l’attività viene valutata di per sé, a prescindere dagli scopi perseguiti o dai risultati ottenuti, come evidenziato dalla sentenza 27 novembre 2003, causa C-497/01. E l’italia è oggetto di infrazione in merito. Pertanto anche gli enti del terzo settore rientrano tra le attività economiche, quindi sul tema escludo che ci possano essere marce indietro da parte del governo. Si evidenzia che:

Per gli Enti Non Commerciali le nuove regole sull’esenzione Iva slittano al 1° luglio 2024, ad eccezione delle Odv e Aps. Per le SSDRL sarà prevista l’imponibilità Iva per ogni prestazione di servizio rivolta ai propri tesserati.

Per gli enti non commerciali, l’esenzione sull’Iva slitta al 1° luglio 2024, originariamente fissata al 1° gennaio 2024, con la proroga inserita in sede di conversione in legge del Dl 51/2023. A fronte della procedura di infrazione Iva avviata dalla Commissione Ue nei confronti dell’Italia, la legge di Bilancio 2022 ha apportato un grande cambiamento dell’attuale inquadramento Iva. Infatti, le operazioni rese a fronte di corrispettivi specifici e contributi supplementari nei confronti dei soci, associati e partecipanti saranno attratte in campo Iva, ma in regime di esenzione.

Unica eccezione: se il servizio è reso nei confronti di indigenti, le prestazioni saranno esenti.

Lo slittamento di sei mesi ha aspetti positivi e negativi.

Se per le realtà associative il nuovo regime scatterà a luglio 2024, diverso sarà per le Odv e le Aps con ricavi annui non superiori a 65 mila euro.

Infatti, dal 1° gennaio 2024 le Organizzazioni di Volontariato e le Associazioni di Promozione Sociale potranno mettersi già alla prova con il regime forfettario, applicando la soglia dei 65 mila (già approvata dalla Commissione Europea) al di sotto della quale non sono previsti specifici adempimenti.

 

ATTIVITÀ DI SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE 

 

In relazione alle attività di somministrazione di alimenti e bevande, il codice riconosce la non commercialità delle stesse se svolte nel rispetto di determinati requisiti.

Per le Odv, si tratta di attività svolte in occasione di raduni, manifestazioni, celebrazioni e simili, organizzati dall’ente in via occasionale. Le modalità di svolgimento di tali attività sono sempre quelle già citate in precedenza per le cessioni e le prestazioni di servizi, ovvero non vi deve essere impiego di mezzi organizzati professionalmente per fini di concorrenzialità sul mercato e l’attività deve essere condotta al solo fine di reperire risorse finanziarie per l’ente.

Solo per le Aps ricomprese tra gli enti assistenziali riconosciuti dal ministero dell’Interno la normativa prevede la non commercialità di tali attività, anche se effettuate a fronte di pagamento di corrispettivi specifici, qualora esse siano effettuate presso la sede in cui viene svolta l’attività istituzionale da bar ed esercizi similari, sempre che vengano soddisfatte le seguenti condizioni:

  • tale attività sia strettamente complementare a quelle svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali e sia effettuata nei confronti degli associati e dei familiari conviventi degli stessi;
  • per lo svolgimento di tale attività non ci si avvalga di alcuno strumento pubblicitario o comunque di diffusione di informazioni a soggetti terzi, diversi dagli associati.

 

 

Per qualsiasi ulteriore informazione o curiosità, non esitare a scriverci.

 

Monica Manfredini

 

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