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FAQ ENTI TERZO SETTORE – PARTE 2

FAQ ENTI TERZO SETTORE – PARTE 2

Il modello EAS si continua a fare?

NO, ART 94 COMMA 4 CODICE DEL TERZO SETTORE Agli enti del Terzo settore non si applicano le disposizioni di cui all’articolo 30 del decreto-legge 29 novembre 2008 n. 185, convertito, con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2 e comunque tali enti non sono tenuti alla presentazione dell’apposito modello di cui al comma 1 del medesimo articolo 30.

L’associazione che intenda costituirsi prendendo solo c.f. potrà quindi gestire solo quote sociali e contributi associativi? o anche i corrispettivi a parità di costo? E quindi art.79 comma 2?

No, secondo la mia opinione è obbligata a prendere la partita iva perché esente

Cito per completezza, Esperto risponde del il sole 24 ore del 8/12/2023:

“Alla luce della normativa vigente, un’Odv (Organizzazione di volontariato), ma anche un’Aps (Associazione di promozione sociale) con il solo codice fiscale, che abbia ricavi da attività generali sopra o sotto la soglia di 65mila euro, pare sia obbligata ad aprire la partiva Iva dal primo gennaio 2024. La soglia dei 65mila euro comporta esoneri in tal senso? Se un’Odv riceve poche migliaia di euro all’anno, deve per forza aprire una partita Iva con tutti gli adempimenti che ne derivano? La risposta è positiva. Con la conversione in legge del Dl 146/2021 è stato disposto, per gli enti del Terzo settore (Ets), il passaggio da un regime di esclusione Iva a un regime di esenzione Iva. Per tale motivo tutti gli Ets dovranno aprire una partita Iva in quanto l’effettuazione di operazioni esenti prevede l’emissione della corrispondente fattura. Con l’approvazione della legge 234/2021, di Bilancio per il 2022, tale obbligo è stato rinviato al 1° gennaio 2024 e poi nuovamente rinviato al 1° luglio 2024, come disposto dalla legge di conversione del Dl 51/2023. La disciplina di esenzione appena descritta non trova però applicazione per le Odv e le Aps, con la conseguenza che dal 1° gennaio 2024 questi enti hanno l’obbligo di aprire la partita Iva. Nel caso in cui le operazioni svolte rimangano complessivamente ricomprese nell’anno d’imposta entro la cifra di 65mila euro, le Odv e le Aps potranno applicare, solo per l’Iva, le disposizioni previste per il regime forfettario disciplinato dall’articolo 1, commi da 58 a 63, della legge n. 190/2014 (di Stabilità per il 2015).”

 

Per qualsiasi ulteriore informazione o curiosità, non esitare a scriverci.

Monica Manfredini

 

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